Google Chrome OS: le reazioni
Pubblicato il 20 luglio 2009 da GiandoAncora non c’è niente che si possa installare, testare, descrivere. Solo un annuncio con data 2010 e un fiume di reazioni che stanno mandando in delirio i blog specializzati e le grandi testate.

Un colpo al cuore di Microsoft
La sfida lanciata a Microsoft è la tematizzazione che va per la maggiore: la troverete su 9 fonti su 10. Dalle americane a quelle europee ed italiane. La palma del più esagerato va al solito Techcrunch, che parla addirittura di una “bomba nucleare sganciata su Microsoft”. Più prudente Wired, che sottolinea invece quali sono le cinque caratteristiche per cui Google Chrome Os potrebbe sfondare nel comparto dei netbook: costo ridotto, velocità, compatibilità, portabilità, apertura a nuove applicazioni web-based.
Parole, parole, parole…
Tra le tante dietrologie e futurologie, segnaliamo quella di Vittorio Zambardino che sottolinea come la mossa di Google sia per lo più una reazione all’operazione che Microsoft ha fatto in queste settimane a proposito del successo del suo Bing. Per Zambardino si tratta solo di “una guerra di parole“, una forma fin troppo esplicita di “storytelling” (ovvero narrazione come forma di manipolazione): “La borsa non ha passato. Ha futuro. E il futuro si racconta, non si tocca”. Ovvero: “Ci voleva un colpo simmetrico, che deflagrasse dentro lo spazio dei media. Ed ecco il comunicato su Chrome e il nuovo sistema operativo – simmetrico perché punta direttamente su Windows”.
Con i piedi per terra
Eppure la realtà dei fatti è molto meno ottimista: secondo molte ricerche di mercato, Windows mantiene ancora una quota del al 90%. Potrà mai essere erosa da un sistema operativo pensato solo per i netbook? No, secondo Register che sottolinea come “il mercato dei netbook non è stato questo gran successo per Linux, nonostante le tante speranze dei sostenitori del movimento open-source. Una versione a basso costo di Windows Xp è ancora il sistema operativo dominante in questo segmento”.
Perché mai Google Chrome Os dovrebbe sfondare? Soprattutto dal momento che comporta un cambiamento cruciale nelle abitudini degli utenti? Meglio tornare con i piedi per terra, suggerisce Zdnet che si diverte a prendere in giro Techcrunch quando dice: “Non preoccupatevi di tutti i programmi di cui avrete bisogno. Office? Beh, c’è Zoho e Google Apps (…). Internet è Tutto”. Per tutti gli altri dubbi del caso, da leggere queste 11 domande (e risposte) di Technologizer. O le più sintetiche Q&A del Financial Times.
Meglio Ubuntu
Sempre su Zdnet viene fuori anche il punto di vista della community open-source: “Un’altra distribuzione Linux? Proprio per questa frammentazione Linux ha sofferto nei decenni passati”. Meglio quindi puntare sulla distribuzione che fino ad ora si è dimostrata più stabile è di successo: Ubuntu. E smetterla col puntare con l’ennessimo clone.
Tutto quello che non sappiamo su Chrome Os
Al solito, quando Google annuncia un prodotto sono più le caratteristiche che non si conoscono rispetto ai dettagli presentati. Read/Write Web ha provato ad elencarne qualcuna:
- Cosa succederà quando si lavora offline?
- Riusciremo ma a fare del tutto a meno degli applicativi desktop? Come la mettiamo con Photoshop e gli altri programmi professionali?
- Quanto sarà aperto e interoperabile con altri programmi (vedi alla voce Firefox)?
- La comunità open-source prenderà parte a questo progetto o se ne terrà bene alla larga?
Tag: battaglia, Chrome OS, critiche, Google, Linux, reazioni
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27 luglio 2009 alle 01:32
W Ubuntu!!
5 agosto 2009 alle 22:18
Ritengo che non sia necessaria tutta questa enfasi nella guerra degli OS. Sono uno dei quei sostenitori
dell’opensource che si ritiene piu’ che soddisfatto che GNU/Linux sia ancora un sistema operativo per pochi. Lasciamo che Microsoft, Apple e Google si giochino il mercato… Lasciamo che sistemi operativi come Debian, Ubuntu, Gentoo e altri maturino ed insieme a loro progetti come Wine, Gnome, Kde, Compiz… Rimanere nella penombra per ora sta portando solo buoni frutti. La paura delle vecchie guardie come me e’ che una volta scoppiata la rivoluzione Linux, ci sara’ sempre piu’ standardizzazione e meno progetti diversificati (che poi e’ il MALE), a caccia dei piu’ trascurando i power-users…