I Rettiditi degli Italiani diffusi tramite P2P: rischio criminalità

Pubblicato il 2 maggio 2008 da Giando

Malgrado lo stop del Garante per la Privacy alla pubblicazione dei redditi tramite il sito dell’Agenzia delle entrate, ormai i dati dei redditi degli italiani, relativi all’anno 2005, sono presenti nei database dei più famosi software P2P, tra cui eMule, e sarà difficile se non impossibile bloccare la diffusione.

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Facendo un ricerca su eMule è possibile trovare degli archivi con l’elenco di alcune città, è possibile cercarle per nome o per codice fiscale (ad esempio H501 = Roma), in ogni lista sono presenti tutti i cittadini ordinati per cognome.

Per ciascun contribuente l’Agenzia delle Entrate riporta, oltre al nome e cognome, la data di nascita, la categoria prevalente di reddito, il codice attività (ove presente), il reddito imponibile, l’imposta netta applicata, il reddito d’impresa o di lavoro autonomo, il volume di affari ed, infine, il tipo di modello che è stato presentato.

L’assurdità dell’evento è imputabile ad un uso criminale dei dati, pensate quanti malviventi, con l’ausilio di questi dati, possano decidere chi rapinare o… peggio!

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