Raggiunto Accordo per combattere la Pedofilia su Second Life
Pubblicato il 7 Giugno 2007 da GiandoRaggiunto ieri sera l’accordo, da alcuni proprietari di luoghi su Second Life, per la firma di un protocollo d’intesa per combattere i fenomeni di pedopornografia.

Ad opera di italiani, il protocollo prevede l’istituzione di un comune servizio di sorveglianza tra i vari proprietari per individuare e bloccare eventuali pedofili. Una volta scoperti, i pedofili saranno banditi da tutte i luoghi firmatari il protocollo. Non solo. I pedofili saranno denunciati alla Linden Lab, la società di San Francisco inventrice e proprietaria di Second Life, e saranno segnalati all’autorità giudiziaria nel mondo reale per gli accertamenti di legge. In un apposito blog chiunque potrà leggere le motivazioni della messa al bando dell’avatar incriminato (l’alter ego nel mondo virtuale).
L’accordo, tra l’altro, è frutto dell’iniziativa di sei italiani. Sono i proprietari di alcuni dei luoghi virtuali più frequentati: Bella Siena, Bar Italia, Italian Life, Mantova e Sluub tv. Beppe Rossini, inventore di Sluub tv, la prima tv italiana di Second Life, dedicata interamente alle notizie di questo straordinario mondo virtuale, ha già annunciato una tavola rotonda per i prossimi giorni tra i proprietari di Second Life, le forze dell’ordine e gli organi di informazione del mondo reale e virtuale.
Tag: accordo, italiani, life, pedofilia, second, Second Life, sluub tv
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8 Giugno 2007 alle 07:05
CENTRO DI DOCUMENTAZIONEFALSI ABUSI SUI MINORI
http://www.falsiabusi.it info@falsiabusi.it
A tutti i mass media
e quanti in indirizzo
L’IPOCRISIA
Addì, 8 giugno 2007
Il Centro di documentazione falsi abusi sui minori desidera portare all’attenzione dei mass media e a quanti in indirizzo accadimenti incresciosi compiuti in nome della tutela dell’infanzia, cui recentemente la cronaca ha dato ampio risalto con il caso di Rignano Flaminio.
In particolare ci si riferisce ai soli reati di violenza sessuale su infanti e non alla pedofilia in genere, che comunemente contempla un ventaglio di fattispecie ben più nutrito come la pedopornografia, la prostituzione minorile…
In base ai dati raccolti in questi ultimi anni dal ns. Centro si è potuto rilevare che il numero di falsi abusi è in crescita esponenziale, così come le condanne di innocenti a seguito di pregiudizi, stereotipi e ignoranza circa lo sviluppo fisico-cognitivo del bambino.
Questo non significa difendere i pedofili, da noi fermamente condannati, vuole solo evidenziare che troppi sono i danni commessi sui minori per dimostrarne il presunto abuso, utilizzando procedure e metodologie “fai da te†o ancor peggio legalizzando abusi perpetrati da inquirenti e tutori.
Infatti è interessante notare come alcuni episodi, che per noi hanno dell’incredibile, per operatori del diritto e della salute mentale sarebbero di ordinaria amministrazione:
ü nell’ottobre 2001 a Torino in un falso caso di abusi in una scuola materna, durante l’ascolto della bambina, pur avendo la stessa affermato di non conoscere il Presidente dell’istituto, la madre e la psicologa condivisero un comune disegno nell’incitare la piccola a denudarsi integralmente, sdraiandosi sul pavimento con le gambe in posizione ginecologica dinanzi a una telecamera che effettuava un primissimo piano dei genitali. Non va altresì dimenticando che dopo la sentenza di assoluzione, perché i fatti non sussistevano, si scoprì che la psicologa aveva agito su indicazioni del Pubblico Ministero ;
ü dai giornali leggiamo che a Rignano Flaminio un padre ha filmato una simulazione di rapporto sessuale tra la figlia di 4 anni (peraltro nuda) e un nipote di undici, per ben dieci minuti ;
ü a Brescia una madre ha dichiarato in televisione e in dibattimento (salvo verificarne la fondatezza) di essere stata masturbata dalla figlia per diversi minuti .
Tutti questi episodi che riteniamo siano un vero abuso sessuale nei confronti dei bambini non vengono per nessun motivo perseguiti dall’Autorità giudiziaria, anzi verrebbero considerati dalla stessa “un’apprezzabile sforzoâ€, come prove contro gli indagati in quanto simili comportamenti altro non sarebbero che una dimostrazione di un vissuto con adulti.
Questo significherebbe che organi istituzionali, oltre a condividerne l’operato, consentono ai genitori di abusare dei figli per dimostrare il presunto abuso per mano di terzi.
Non dimentichiamo che la Corte di Cassazione ha affermato che violare la libera autodeterminazione sessuale di un minore è un reato, invece gli inquirenti non rilevano alcuna violazione in questi fatti.
Altresì come è possibile che un sintomo, un disegno, un comportamento sessuale… siano attribuibili a uno stress di cui non se ne conosce l’origine e come possibile determinarlo con certezza dalle sofferenze dei bambini, così come le madri e alcune associazioni vanno gridando ai quattro venti, quando la letteratura scientifica e la stessa Cassazione hanno stabilito che un sintomo è aspecifico?
La storia insegna a non reiterare gli stessi errori compiuti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sui falsi abusi, che con idonei interventi già dal 1990 hanno posto fine alla caccia alle streghe e agli untori per asseriti episodi di satanismo e abuso sessuale nelle scuole scoppiati dopo la vicenda emblematica dell’asilo Mac Martin.
Quello che a noi manca per evitare ulteriori clamorosi insuccessi come quelli di Torino, Bergamo, Brescia Verona, Mobercelli, Modena… è la buona volontà e il buon senso, perché la letteratura scientifica maggiormente accreditata, come la Carta di Noto, e la stessa Corte Suprema di Cassazione con diverse pronunce hanno già tracciato le linee guida per evitare clamorosi errori giudiziari.
Da ciò nasce l’esigenza di un protocollo comune su tutto il territorio nazionale, se non con forza di legge, almeno condiviso da tutte le Istituzioni e gestito esclusivamente dal corpo accademico, cui la magistratura dovrà necessariamente far ricorso.
È altresì rilevante osservare che nei paesi anglosassoni la psicosi collettiva degli abusi sui bambini è rientrata nei livelli fisiologici anche grazie al fatto che molti operatori della psiche (assistenti sociali, psicologi, neuropsichiatri…) sono divenuti imputati, al posto degli indagati, per le false dichiarazioni in perizia. A tal proposito si osserva che la psicologia non consente di fornire elementi esaustivi né in un senso né nell’altro.
Quindi dopo quanto esposto e gli episodi intollerabili di diversi falsi abusi sostanziati in ormai troppe scuole materne italiane e dalle separazioni coniugali o di fatto che hanno visto tanti bambini subire veri e propri abusi, non dagli indagati, forse è giunto il momento che le Istituzioni intervengano a monitorare e a reprimere tutti coloro che con le loro mendaci dichiarazioni o suggestioni creano la psicosi collettiva della pedofilia, facendo credere che a ogni angolo della strada vi sia un pedofilo o ancor peggio che ognuno di noi potrebbe essere un potenziale perverso.
Inoltre ci si indigna per quanto commesso dai preti pedofili nel mondo, in particolare per il fatto che la chiesa avrebbe tendenza a nascondere e mantenere il segreto su tali reati, quando in realtà si giustificano comportamenti di vero abuso sessuale perpetrati da inquirenti e genitori sui bambini per dimostrarne un presunto abuso.
Visto e considerato che la denuncia di denudazione della bambina del caso Torino è tuttora giace improduttiva su qualche scrivania, ciò sostanzia che la magistratura ha ritenuto idonea l’azione di violare la libera autodeterminazione sessuale del minore pur di dimostrare un supposto reato.
Tutto ciò significa che per la tutela del minore da oggi in poi ogni tutore o inquirente è autorizzato, perlopiù non perseguibile dall’Autorità giudiziaria, a commettere atti e azioni di violenza sessuale, come quelli sopra descritti, ritenendoli legalizzati.
La ns. speranza è rivolta a un futuro migliore e che quanto esposto possa trovare, a breve, una corretta attuazione per il bene dei nostri figli e nipoti così da rasserenare gli animi e valorizzare l’opera educativa di quanti operano nella scuola, con la speranza che il buon senso di tutti possa avere il sopravvento.
Per il centro documentazione
Vittorio Apolloni