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E’ arrivato! il Google Phone è tra noi

Martedì 23 Settembre 2008

Oggi è stato il giorno del debutto del telefonino HTC con sistema operativo Google Android. La distribuzione del telefono, nei negozi degli Stati Uniti, inizierà dal prossimo 22 ottobre.

htc-t-mobile-g1-e-arrivato-il-google-phone-e-tra-noi E arrivato! il Google Phone è tra noi

Il telefono, già noto con il nome di HTC Dream, si chiama T-Mobile G1. Il prezzo sarà di 179 dollari e sarà realizzato dalla compagnia taiwanese HTC.

Disponibile in Gran Bretagna a novembre e negli altri paesi europei a partire dai primi mesi del 2009, il telefono utilizza il software open-source Android, realizzato da Google, che spera diventi il sistema operativo dominante nel settore dei telefoni mobili.

Il G1 offrirà molte delle possibilità previste da iPhone, incluso il touch screen, l’alta velocità per internet e il Wi-Fi e potrà utilizzare applicazioni come Google Maps. Amazon.com ha gia’ annunciato che rendera’ disponibile il suo intero catalogo di Mp3 per il nuovo telefonino.

A questo punto è un chiaro concorrente dell’iPhone di Apple, nei prossimi mesi vedremo chi la spunterà sul mercato mondiale.

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23 Settembre debutto di Google Android con HTC Dream

Sabato 20 Settembre 2008

Finalmente tra pochi giorni vedremo il primo cellulare/smartphone con a bordo il sistema operativo di Google, Andoroid. Il primo dispositivo in commercio ad avere tale sistema operativo sarà l’HTC Dream. La presentazione è attesa giorno 23 settembre.

23-settembre-debutto-di-google-android-con-htc-dream 23 Settembre debutto di Google Android con HTC Dream

Il cellulare HTC arriverà però in commercio solo un mese dopo, dal 20 ottobre e naturalmente negli Stati Uniti inizialmente.

Google in partnership con il provider per la telefonia T-Mobile, pare abbiano deciso di adottare una strategia aggressiva, proponendo il cellulare con Android a 199 dollari.

HTC Dream adotterà la release 1.0 di Google Android, un po’ criticata perché ha una implementazione limitata di Bluetooth e manca di un sistema di messaggistica istantanea.

Per i cellulari Android è comunque previsto un Apps Store da cui scaricare applicazioni gratuite e a pagamento.

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Sergey Brin presenta il suo blog e parla del morbo di Parkinson

Sabato 20 Settembre 2008

Sergey Brin cofondatore del colosso Google si lancia nel blogging aprendo un suo blog personale dedicato alla vita extralavorativa.

sergey-brin-presenta-il-suo-blog-e-parla-del-morbo-di-parkinson Sergey Brin presenta il suo blog e parla del morbo di Parkinson

Il tema del blog presenta un tema semplice con sfondo nero, probabilmente è stata una scelta ecologica, poiché il nero, su un display, corrisponde a un pixel spento. Il servizio scelto per pubblicare i suoi post è quello di Blogger (proprietà di Google).

Il primo post pubblicato, già analizzato dai media, tratta un argomento personale e pubblico allo stesso tempo. Nel testo, intitolato Lrrk2,  Brin affronta il tema della sua predisposizione genetica (che consiste in una modificazione del gene lrrk2, da cui il titolo del post) al morbo di Parkinson. Un dramma familiare che colpì anche la madre del giovane fondatore di Google, Evgenia. Nel testo è coinvolta anche un’altra parente di Brin, la moglie Anne Wojcicki. La donna è infatti proprietaria di una società, la 23andme , specializzata in test genetici, la stessa che ha rilevato la predisposizione ereditaria di Brin.

Sergey elargisce consigli su come vincere l’ansia e cerca di sottolineare gli aspetti positivi di una diagnosi preventiva che consenta di adeguare il proprio stile di vita per allontanare per quanto possibile la malattia. Ma non manca di alludere alla donazione di fondi per la ricerca. Per esempio alla 23andme di Evgenia Brin.

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Google Chrome avanza ma non fa paura a Safari

Giovedì 18 Settembre 2008

Dopo appena due settimane dal lancio, Chrome, il browser di Google, ha sottratto quote di mercato a tutti i concorrenti tranne al browser di Apple, Safari.

ecco-google-chrome-il-browser-di-google Google Chrome avanza ma non fa paura a Safari

A farne le spese sono stati Internet Explorer (IE), Firefox, Opera e anche Netscape, tutti che hanno visto scendere le proprie quote di mercato nel periodo. Solo Safari come detto l’ha scampata guadagnando quasi lo 0,7% nelle ultime due settimane, anche se per gli utenti Macintosh l’unica possibilità di usare il software di Google è per ora quella di sfruttare una macchina virtuale su cui eseguire Windows.

Secondo i dati raccolti dai 40.000 siti monitorati da Net Applications, Chrome, alla fine della sua seconda settimana, ha avuto un incremento dello 0,67% rispetto la settimana precedente.

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Google Chrome su Linux e Mac e le novità dell’ultima versione

Giovedì 11 Settembre 2008

Con il progetto opensource Chromium, Google mira a realizzare versioni del browser Chrome compatibili anche con altri sistemi operativi, differenti dalle soluzioni Microsoft e fornire agli sviluppatori informazioni e materiale per la creazione di applicazioni web di nuova generazione.

google-chrome-su-linux-e-mac-e-le-novita-dellultima-versione Google Chrome su Linux e Mac e le novità dellultima versione

Attraverso il sito è possibile scaricare anche il codice sorgente del motore Javascript V8, integrato in Google Chrome. Anche la Mozilla Foundation, organizzazione che continua a ricevere fondi da parte del colosso di Mountain View, sarebbe al lavoro sul progetto Chromium.

Google ha inoltre pubblicato i dettagli sull’ultimo aggiornamento di Chrome rilasciato nelle scorse ore.

L’ultima versione del browser, la 0.2.149.29, integra tre aggiornamenti di sicurezza. Il primo “sana” proprio la vulnerabilità scoperta dalla società vietnamita BKIS e relativa alla funzione “Salva con nome”. Il secondo intervento riguarda una lacuna nella gestione dei link “target” presenti nelle pagine web in modo da scongiurare l’esecuzione di codice potenzialmente nocivo in modalità remota. L’ultima modifica apportata dal team di Google è relativa ad una falla nella gestione degli indirizzi Internet contenenti un simbolo percentuale finale: in questo caso si sarebbero potuti verificare arresti inattesi di Chrome.

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Primi problemi di sicurezza per Google Chrome

Venerdì 5 Settembre 2008

Google Chrome, il nuovo browser web di Google, dopo nemmeno 24 ore dal lancio, presenta già i primi problemi di sicurezza.

primi-problemi-di-sicurezza-per-google-chrome Primi problemi di sicurezza per Google Chrome

Il primo problema evidenziato da SecuriTeam riguarda una vulnerabilità che permetterebbe a un hacker di mandare in crash il browser attraverso un codice pubblicato su un sito web. Un problema fastidioso, che potrebbe essere risolto facilmente.

La seconda segnalazione è invece più grave, sembra infatti che attraverso Chrome sia possibile scaricare codice dannoso per Windows senza che l’utente sia consapevole. Il problema è comunque legato sia al sistema operativo di Microsoft sia al browser di Google.

Google non ha ancora indicato quando intenderà rilasciare un aggiornamento per correggere queste e potenziali altre vulnerabilità.

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Ecco Google Chrome il browser di Google

Martedì 2 Settembre 2008

Da stasera Google ha reso disponibile Chrome, versione di anteprima del suo browser web, rendendo disponibile il download e pubblicizzandolo dalla propria homepage google.it.

ecco-google-chrome-il-browser-di-google Ecco Google Chrome il browser di Google

Per adesso è disponibile per i sistemi con Windows XP e Windows Vista, ma presto saranno rese pubbliche le versioni per Mac e Linux.

Le schede (”tabs”), l’elemento sul quale gli sviluppatori del colosso di Mountain View hanno deciso di puntare, possono essere liberamente ridisposte (così come avviene in Apple Safari) e possono essere addirittura trascinate fuori dalla finestra di lavoro in modo tale da generarne un’altra.

Chrome non propone alcuna casella di ricerca. Al suo posto c’è quella che viene chiamata “omnibox”: si tratta di un’area all’interno della quale l’utente può inserire sia l’indirizzo di un qualunque sito web, sia avviare delle ricerche. “Omnibox” è in grado di rilevare un nuovo motore di ricerca nel momento in cui l’utente vi faccia accesso. Ad esempio, se si accede ad Amazon, la funzione “omnibox” aggiungerà automaticamente il motore tra quelli proposti.

La homepage di default diventa ora una pagina ricca graficamente che contiene non solo un elenco dei siti web preferiti ma anche uno screenshot raffigurante ciascuno di essi.

Il nuovo browser offre anche la possibilità di utilizzare una modalità “incognito”: un’apposita icona rammenta all’utente quando stia navigando utilizzando questa speciale finestra. Una funzionalità molto simile a quella che Microsoft ha inserito in Internet Explorer 8.0. Attivando la modalità “incognito”, infatti, tutte le attività espletate durante la navigazione in Rete non saranno registrate. Interessante osservare che è permesso aprire alcune finestre in modalità “incognito” mentre altre nella modalità tradizionale.

Tutti i file prelevati dalla Rete verranno elencati, da parte di Google Chrome, in un’apposita area in calce allo schermo. Gli elementi qui visualizzati possono essere trascinati in cartelle specifiche: peculiarità utile per gli utenti che non riescono a realizzare in quale directory sia stato memorizzato un file.

E’ però il motore di rendering delle pagine web la vera novità. Le pagine web sono infatti piazzate in delle “sandbox” che consentono di “isolare” ogni sito web in corso di visita. L’unico modo per un aggressore per uscire dalla “sandbox” potrebbe essere quello di sfruttare una eventuale vulnerabilità insita nel motore di rendering stesso.

Una sorta di “task manager”, accessibile facendo clic con il tasto destro del mouse sul pulsante di Google Chrome visualizzato nella barra delle applicazioni di Windows, in basso, consente di stabilire - in tempo reale - quale sia il carico sulla CPU generato dai vari siti web visitati ed, in particolare, dai contenuti in formato Flash. In caso di problemi, il task manager di Chrome permette di chiudere la singola scheda senza mandare in crash l’intero browser web.
La novità di Chrome è infatti quella di essere un browser che utilizza processi multipli per gestire le varie schede. Se un sito web dovesse causare problemi di stabilità al browser, “crollerebbe” la singola scheda e non tutto il browser, come invece generalmente accade con altri prodotti.

Chrome viene rilasciato sotto forma di prodotto opensource, basato su WebKit. Nel corso della conferenza, lo stesso Larry Page si augura che le funzionalità innovative introdotte in Google Chrome siano adottate anche da altri, facendo esplicitamente il nome di Mozilla. Il browser di Google pesa all’incirca 7 MB ed è già disponibile in lingua italiana. fonte ilsoftware.it

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Segui le Olimpiadi di Pechino 2008 con i gadget di Google

Venerdì 8 Agosto 2008

Google ha creato una pagina con gadget e news per seguire le Olimpiadi di Pechino 2008.

segui-le-olimpiadi-di-pechino-2008-con-i-gadget-di-google Segui le Olimpiadi di Pechino 2008 con i gadget di Google

Nella pagina sarà presente un gadget di aggiornamento di eventi e medagliere da mettere sul proprio iGoogle, un aggregatore di news da Google news e soprattutto il “Vivi i Giochi da vicino con Google Mapsâ€: un’applicazione con informazioni e visualizzazioni dal satellite e anche con Google Earth dei luoghi dove si svolgono i giochi.

Niente di speciale a parte la carrellata di immagini suggestive, tuttavia merita di essere visitato.
Comunque merita un giro.

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ex dipendente di Google sfida il colosso delle ricerche con “Cuil.com”

Lunedì 28 Luglio 2008

E’ stato lanciato sul web un nuovo promettente motore di ricerca, Cuil, sviluppato dai coniugi Tom Costello, professore di Stanford, e Anna Patterson, ex search architect presso Google.

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Sulla carta Cuil.com è un motore di ricerca rivoluzionario, in grado di catalogare circa tre volte il numero delle pagine dichiarate da Google nei suoi database. Invece di assegnare una priorità alle pagine in base ai link in entrata, come fa Google con il suo PageRank, Cuil analizza il contenuto delle pagine web per predire la loro rilevanza rispetto alla query di ricerca.

Pur avendo catalogato molte pagine è difficile ottenere lo stesso numero di risultati offerti da Google e, almeno per il momento, possiamo quasi dimenticarci qualsiasi riferimento a contenuti italiani. L’impressione che si ha è di un motore di ricerca diverso che non basa i risultati esclusivamente sulle “parole chiave” quanto più sui contenuti, rendendo di fatto difficile capire, almeno all’inizio, quale sia il sistema più rapido per trovare ciò che si sta cercando.

Nei prossimi mesi Cuil.com verrà migliorato per garantire ottimi risultati anche nelle ricerche in più lingue oltre a prevedere un’interfaccia localizzata per i principali paesi del mondo.

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Knol l’enciclopedia libera di Google

Sabato 26 Luglio 2008

Google presenta Knol (conoscenza da knowledge in inglese), la propria enciclopedia libera, mettendosi in concorrenza con Wikipedia.

knol-lenciclopedia-libera-di-google Knol lenciclopedia libera di Google

Cambia il modo di catalogare il lavoro rispetto a Wikipedia, non si tratta di un lavoro contributivo a cui tutti possono partecipare, ma ogni utente può realizzare una propria “visione” dell’argomento trattato rendendo di fatto possibile la presenza di più pagine sullo stesso argomento.

A rendere interessante il progetto, specie per invogliare a partecipare, Google prevede l’inserimento di pubblicità di tipo AdSense all’interno di Knol, consentendo ai partecipanti di guadagnare per ogni clic generato dalla pubblicità proveniente dalle pagine realizzate.

Per partecipare è sufficiente un account Google (va benissimo quello di GMail), ma per il momento Knol è disponibile esclusivamente in lingua inglese. Questo nuovo progetto è, come sempre per Google, in Beta e non è escluso che nei prossimi mesi possa venire localizzato in italiano.

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