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Anche su eBay la dichiarazione dei Redditi 2005 degli italiani

Mercoledì 7 Maggio 2008

Come fa sapere il Quoditiano.net, nel sito di aste online ebay.it è stata messa in vendita la “dichiarazione dei redditi 2005 di tutto il popolo italiano” (testuale) a 38,50 sterline, ovvero 49,29 euro.

rettiditi-italiani-diffusi-tramite-ebay-denuncia Anche su eBay la dichiarazione dei Redditi 2005 degli italiani

L’associazione “Telefono Antiplagio” lo ha denunciato alla procura di Roma e all’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

L’utente che ha offerto la lista con la formula Compralo subito - si legge nell’esposto - si chiama “brazo78″ e sostiene che il cd-rom con i nomi dei contribuenti si trovi a San Marino.

“L’oggetto può essere pagato tramite Paypal o con carta di credito”. L’offerta è rimasta visibile per poche ore, poi è stata rimossa.

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I Rettiditi degli Italiani diffusi tramite P2P: rischio criminalità

Venerdì 2 Maggio 2008

Malgrado lo stop del Garante per la Privacy alla pubblicazione dei redditi tramite il sito dell’Agenzia delle entrate, ormai i dati dei redditi degli italiani, relativi all’anno 2005, sono presenti nei database dei più famosi software P2P, tra cui eMule, e sarà difficile se non impossibile bloccare la diffusione.

rettiditi-italiani-diffusi-tramite-p2p-emule-rischio-criminalita I Rettiditi degli Italiani diffusi tramite P2P: rischio criminalità

Facendo un ricerca su eMule è possibile trovare degli archivi con l’elenco di alcune città, è possibile cercarle per nome o per codice fiscale (ad esempio H501 = Roma), in ogni lista sono presenti tutti i cittadini ordinati per cognome.

Per ciascun contribuente l’Agenzia delle Entrate riporta, oltre al nome e cognome, la data di nascita, la categoria prevalente di reddito, il codice attività (ove presente), il reddito imponibile, l’imposta netta applicata, il reddito d’impresa o di lavoro autonomo, il volume di affari ed, infine, il tipo di modello che è stato presentato.

L’assurdità dell’evento è imputabile ad un uso criminale dei dati, pensate quanti malviventi, con l’ausilio di questi dati, possano decidere chi rapinare o… peggio!

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Meglio il Blog, anziché il Quotidiano

Martedì 26 Giugno 2007

Da una ricerca condotta nei primi mesi del 2007 da Diarioaperto e promossa da Splinder, Swg, Università di Trieste e Punto Informatico, gli italiani sembrerebbe si fidino più dei blog, anziché dei quotidiani.

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Nati come diari in Rete, i blog si sono poi evoluti sino a divenire strumenti di informazione e comunicazione.Oltre l’89% delle persone coinvolte nella ricerca ritiene che siano uno strumento dotato di contenuti più originali e più liberi rispetto ad altre fonti di informazione e che siano anche più interessanti proprio perché slegati da pressioni editoriali e commerciali. Gli attribuiscono, in sostanza, un valore più alto rispetto a quello dei quotidiani cartacei (73,1%) oppure on-line (75,6%) e di telegiornali e radiogiornali (45,6%).

Le donne, autrici o lettrici di blog, sono la rappresentazione di questa trasformazione dei blog. Il 40,3% delle autrici di blog scrive su più di uno di questi spazi (la percentuale maschile è del 32,7) e predilige contenuti relativi alla vita quotidiana. Inoltre, circa il 64% degli autori di blog, quando pubblica un messaggio (post) dichiara di non riferisi a un pubblico predefinito, ma di scrivere “per tutti indistintamente” (oltre il 44%).

Il mondo dei blog, infine, snobba la politica: 61% non nutre alcuna (o poca) fiducia nel Presidente del Consiglio o nel capo dell’opposizione (e il 78,9%).

La ricerca si è svolta con tecnica CAWI (Computer Assisted Web Interview) tra il 24 gennaio e il 15 aprile 2007 e ha interessato più di 4mila autori e lettori di blog. Il questionario della ricerca è stato scritto con il contributo di molti navigatori e pubblicizzato da Splinder, Punto Informatico e numerose altre realtà.

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Difendersi dal Malware MPack: Soluzioni e Rimedi

Lunedì 25 Giugno 2007

Le notizie del recente attacco su larga scala condotto tramite l’uso del toolkit malware MPack, che ha colpito migliaia di siti web italiani, hanno fatto in questi giorni il giro della rete.

attacco_italia_mpack Difendersi dal Malware MPack: Soluzioni e RimediI rimedi per poter eliminare il problema sono pochi, ma se uno ci prova può riuscire a bloccare i tentativi di attacco.
Il provider italiano colpito duramente dai cybercriminali è stato Aruba. I server di Aruba coinvolti sarebbero stati circa 199. Sembra che il popolare hoster italiano stia comunque gestendo la situazione, eliminando gli iframe dai siti web infetti.

Ma se non lo fa possiamo provvedere noi a sistemare la situazione:

Per prima cosa si può chiedere ad Aruba di farsi cambiare la password di accesso.

Dopo, cosa molto importante, bisogna cambiare gli attributi dei file index di ogni cartella, portandoli dal normale 755 (permessi di scrittura al proprietario) al più sicuro 555 (nessun permesso di scrittura).
Attaccano i file index perchè sanno che sono le pagine più frequentemente aperte.

In questo modo gli hacker che hanno accesso al nostro spazio web non possono scrivere nessun file, in special modo i file index.
Tuttavia, a volte potrebbero tentare di scrivere qualche file collegato con l’index, specialmente se l’index richiama attraverso codice dinamico altre pagine (es. in PHP l’include).

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Raggiunto Accordo per combattere la Pedofilia su Second Life

Giovedì 7 Giugno 2007

Raggiunto ieri sera l’accordo, da alcuni proprietari di luoghi su Second Life, per la firma di un protocollo d’intesa per combattere i fenomeni di pedopornografia.

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Ad opera di italiani, il protocollo prevede l’istituzione di un comune servizio di sorveglianza tra i vari proprietari per individuare e bloccare eventuali pedofili. Una volta scoperti, i pedofili saranno banditi da tutte i luoghi firmatari il protocollo. Non solo. I pedofili saranno denunciati alla Linden Lab, la società di San Francisco inventrice e proprietaria di Second Life, e saranno segnalati all’autorità giudiziaria nel mondo reale per gli accertamenti di legge. In un apposito blog chiunque potrà leggere le motivazioni della messa al bando dell’avatar incriminato (l’alter ego nel mondo virtuale).

L’accordo, tra l’altro, è frutto dell’iniziativa di sei italiani. Sono i proprietari di alcuni dei luoghi virtuali più frequentati: Bella Siena, Bar Italia, Italian Life, Mantova e Sluub tv. Beppe Rossini, inventore di Sluub tv, la prima tv italiana di Second Life, dedicata interamente alle notizie di questo straordinario mondo virtuale, ha già annunciato una tavola rotonda per i prossimi giorni tra i proprietari di Second Life, le forze dell’ordine e gli organi di informazione del mondo reale e virtuale.

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Il 52% degli Italiani non usa Internet

Martedì 5 Giugno 2007

Un’indagine dell’istituto di ricerca ACNielsen rivela che il 52% degli italiani non usa Internet e solo il 31% è all’avanguardia tecnologica.

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L’indagine è realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 8.500 individui con più di 14 anni per la parte quantitativa, e su specifici focus group per cinque tipologie di utilizzatori di contenuti (dai 13 ai 50enni) per la parte qualitativa, tracciando uno spaccato dei consumi tecnologici in Italia ed evidenziando come siano strettamente legati ai consumi culturali in genere.

Su quel 31% che rappresenta la reale “avanguardia tecnologica” infatti, si assiste ad un’ulteriore suddivisione: a fronte di un 14% della popolazione che abbina un uso consapevole, interattivo ed evoluto delle tecnologie con un’elevata propensione al consumo di contenuti culturali, si trova un 17% che utilizzano le tecnologie per lo più in modo passivo, come svago o per comunicare, spiega la nota.

Dai dati che emergono dall’indagine probabilmente questo gap rischia nel futuro di aumentare.

L’indagine sottolinea che maggiore è il consumo di cultura, maggiore è la propensione all’uso di tecnologie innovative: secondo la ricerca i forti lettori, alti acquirenti di musica e dvd e consumatori di cinema, sono anche i più forti utilizzatori delle potenzialità offerte dal Web 2.0.

I forti fruitori di programmi tv tendono invece a un consumo tecnologico ridotto. Non emergono poi grandi differenze tra Nord e Sud, conta invece molto di più se si vive in una grande città o in un piccolo centro.

L’acquisto di cd, dvd e libri, invece, avviene ancora massicciamente offline. Il ruolo di internet è ancora solo emergente con la parziale eccezione del P2P per la musica (15% della popolazione) e i video (11% della popolazione) ok. Il free download per la musica si attesta all’8% della popolazione.

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6 Famiglie su 10 sono “Digitali”

Giovedì 15 Marzo 2007

Secondo l’indagine, giunta alla sua settima edizione, nel 2006 nelle case degli italiani è avvenuto il boom dei collegamenti a banda larga a tariffa fissa, passati da 1,5 a 3,7 milioni.

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Sono arrivate a quota 60% della popolazione le famiglie ‘digitali’ italiane, che si avvalgono dei vantaggi dell’innovazione tecnologica dietro sollecitazione dei figli in età scolastica e a causa del livello di istruzione e attività lavorativa dei componenti.

Sono inoltre entrati più di 2,5 milioni di nuovi Pc, per la maggior parte portatili, 1,3 milioni di nuove fotocamere digitali, 800.000 nuove stampanti multi-funzione, senza contare i 5 milioni di nuovi utenti di cellulari di terza generazione Umts. Secondo lo studio è questa la dimostrazione che esiste una dimensione familiare italiana molto vivace, fortemente orientata verso l’innovazione e allineata agli standard internazionali nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Anzi, addirittura prima nel mondo nel caso dell’utilizzo di cellulari e degli Umts.

Ma vi è anche un 40% di popolazione italiana che continua a rimanere indietro. Sono le persone anziane, le casalinghe e coloro che non conoscono la lingua inglese, che hanno grandi difficoltà ad avvicinarsi al mondo delle nuove tecnologie.

E’ questa, in sintesi, la fotografia della popolazione italiana che offre il Rapporto e-Family 2007, presentato oggi a Roma da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e da Anie, Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche.

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Internet poco diffusa nelle case degli Italiani

Lunedì 18 Dicembre 2006

Italia in ritardo rispetto l’Unione Europea per il collegamento Internet in casa.

Il nostro paese si colloca al 40% rispetto da una media del 52%. Nella classifica europea si trova al 15/o posto. Lo rende noto l’Istat nel rapporto sulle tecnologie dell’informazione ad uso delle famiglie italiane.

internet Internet poco diffusa nelle case degli Italiani

In testa alla classifica europea ci sono Olanda (80%), Danimarca (79%), Svezia (77%); in coda Grecia (23%), Slovacchia (27%), Ungheria (32%). L’Italia si colloca quindi circa alla meta’.

L’Istat ha rilevato, inoltre, che la principale motivazione all’origine dello scarso accesso ad internet nelle case è soprattutto che manca il pc nelle famiglie (53,9%) e che non si accede al web dalle abitazioni (64,4%).
Tra i motivi di chi non naviga in rete, c’è il disinteresse (39,6%), la mancanza di capacità (31,9%). Si attestano intorno al 2% le motivazioni come la disabilità fisica, la privacy e la pericolosità dei contenuti di internet.

Per l’Istat il mancato accesso alla rete è di natura socioculturale piuttosto che economico in quanto la maggior parte delle famiglie «non percepisce l’utilità di questo strumento o non si ritiene in grado di utilizzarlo».

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